lunedì 3 maggio 2010

Scleropatomittenza 8: come stai?


Undici del mattino, sveglio da due ore dopo quattro di sonno agitato.
Spengo la quinta sigaretta, chiudo la terza telefonata di lavoro, ed è un'ora e mezza che soffoco inscatolato nel traffico.
Cinque tre, e chi vuole intendere intenda, per me ormai è un mantra.
Nelle gambe ho quaranta chilometri e due notti a ballare, sulla pelle le ustioni del sole e il gelo dell'acqua di mare i primi di maggio sotto un cielo color piombo, nello stomaco un fine settimana senza smettere di bere, nemmeno per sbaglio; dentro ho dei pezzi che non ne vogliono sapere di tornare insieme, e intanto qualcuno urla e scalcia e non ne vuole sapere di smettere di far danni.
Lunedì mattina rabbioso e compresso, alla ricerca di un week-end come valvola di sfogo; capiscilo da solo che oggi è inopportuno, volendo anche pericoloso, chiedermi "Come stai?".

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